22 Maggio 2019
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I caduti di Ponte a Elsa

27-04-2014 11:00 - Associazione Culturale Kampino
Con una cerimonia toccante molto partecipata, sono state inaugurate in piazza Alberi le lapidi posate in ricordo dei caduti e dei deportati di Ponte a Elsa delle due guerre mondiali, su iniziativa del Comitato Bruno Falaschi di cui la l´Associazione Culturale Kampino è promotrice.
Gli originali di quelle lapidi, in stato di forte degrado, si trovano tuttora sulla facciata dell´edificio di via II Giugno, già Casa del Fascio, poi Caserma dei Carabinieri e Ufficio Postale. Il Comitato "Bruno Falaschi" e il Comune di San Miniato hanno voluto dare nuova collocazione a quelle lapidi per tenere viva la memoria dei loro cari e riaffermare, nel loro ricordo, i valori eterni e universali della Pace, della Libertà e della Democrazia, così come riportato nella targa ai piedi delle lapidi.
La cerimonia si è svolta domenica 27 Aprile con un corteo dalla Casa del Popolo fino a Piazza degli Alberi, con la partecipazione di autorità civili e militari, il Sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, l´Assessore Carla Roncaglia del Comune di Livorno e l´assessore Niccolò Balducci del Comune di Empoli. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle associazioni A.N.P.I., A.N.E.D., dei Bersaglieri, dell´Associazione Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Di seguito l´estratto dell´intervento del Presidente dell´Associazione Culturale Kampino Alessio Guardini:
La nostra Associazione, in perfetta sintonia con i propri obiettivi statutari, è orgogliosa di aderire a o omaggio alla memoria dei caduti e dei deportati di Ponte a Elsa nelle due guerre mondiali.
Come ho già avuto modo di dire in occasione delle iniziative svoltesi in memoria di Bruno Falaschi, partigiano e Sindaco di San Miniato nel dopoguerra, i nostri associati non hanno vissuto direttamente l´esperienza della guerra e delle sue tristi conseguenze, se non attraverso i racconti dei familiari.
Noi "ragazzi del Kampino", come amiamo definirci in maniera goliardica, siamo tutti nati a cavallo degli anni settanta, quando per fortuna gli orrori della guerra e le miserie del dopoguerra erano ormai passate da trent´anni.
Siamo cresciuti, cioè, in quel periodo di boom economico che oggi rimpiangiamo così tanto, attanagliati come siamo da una crisi che tuttavia sappiamo non essere paragonabile alla miseria, quella vera, vissuta dai nostri nonni e dai nostri genitori nel dopoguerra.
Ecco perché crediamo fortemente che la conoscenza del nostro passato sia indispensabile per affrontare il futuro senza commettere più gli stessi errori, visto che purtroppo al giorno d´oggi assistiamo spesso ad episodi in cui la lezione della storia sembra essere stata dimenticata.
Proprio partendo da questo concetto, in questi giorni in cui ci siamo incontrati per programmare questo evento, abbiamo avuto l´ispirazione per sviluppare un´idea che avevamo già avuto quando, sei anni fa, ci siamo insediati nella nostra sede di via Nazionale.
Infatti, uno dei nostri primi progetti era quello di costituire una sorta di "banca della memoria" ovvero una raccolta di testimonianze e di materiale documentale e fotografico che riguardassero la storia della nostra frazione.
Nel tempo avevamo un po´ accantonato questo progetto in quanto molto complesso da realizzare, oggi tuttavia pensiamo d´aver trovato il modo di renderlo realizzabile: si tratterebbe di costituire una videoteca di testimonianze orali, coinvolgendo gli anziani del paese a registrare i loro ricordi in un video, utilizzando strumenti moderni come gli smartphone, che oggi sono alla portata di tutti, e sfruttando i canali di divulgazione sulla rete Internet che permettono di dare un´ampia risonanza al materiale più che qualsiasi pubblicazione scritta.



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